
Frida Kahlo fu una pittrice dalla vita quanto mai travagliata. Sosteneva di essere nata nel 1910, figlia della rivoluzione messicana e del Messico moderno.
Rimase vittima di un incidente stradale, che la costrinse a mesi a letto col busto ingessato. Questa forzata situazione la spinse a leggere libri sul movimento comunista ed a dipingere. Guarita portò i suoi dipinti (soprattutto autoritratti) a Diego Rivera, illustre pittore murale dell’epoca, che rimase colpito dal suo stile moderno e la inserì nella scena politica e culturale messicana.
Divenne un’attivista del partito comunista, e nel 1929 sposò il suo mentore, pur sapendo dei continui tradimenti a cui andava incontro. Lei, dal canto suo, fece lo stesso anche con esperienze bisessuali.
Da lui assimilò uno stile volutamente naïf che la portò a dipingere in particolare piccoli autoritratti ispirati all’arte popolare e alle tradizioni precolombiane, con l’intenzione di affermare in maniera inequivocabile la propria identità messicana.
La sua appassionata (e all’epoca discussa) storia d’amore con Rivera è raccontata in un suo diario. Ebbe – dicono le cronache – numerosi amanti, di ambo i sessi, con nomi che, neanche all’epoca, potevano passare inosservati come quelli del rivoluzionario russo Lev Trotsky e del poeta André Breton. Fu amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli Anni venti.
(Biografia riassunta da Wikipedia)